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Wellington è la capitale della Nuova Zelanda, ed è la terza area urbana del paese, dopo Auckland e Christchurch.
 
In lingua Maori porta il nome di Te Whanganui a Tara, che significa “il grande porto di Tara”, e da secoli le sue baie, conosciute per la quantità e qualità del pesce, hanno ospitato le tribù prima, i coloni europei dopo il 1840. Venne chiamata Wellington in onore di Lord Wellington, vincitore della battaglia di Waterloo
 
Wellington é il centro più ricco di arte e cultura della Nuova Zelanda, capitale e sede del Parlamento dal 1865 grazie alla sua posizione centrale e al suo porto. Porta il soprannome di wind city per i forti venti che giungono dal Cook Strait, lo stretto che prende il nome dal capitano inglese James Cook, e di certo la presenza di edifici alti non aiuta a contrastare questo fenomeno, ma nonostante questa caratteristica, Wellington è assai vivibile e ospita una grande varietà di culture, che le hanno dato un’impronta cosmopolita.
 
Sono le contraddizioni della città a renderla molto interessante: in essa antico e moderno si sono mescolati e le hanno donato un tocco particolare, a partire dagli edifici moderni che si affiancano a quelli realizzati in pietra, fino ad arrivare a quelli in legno delle colline tutte attorno, risalenti all’epoca vittoriana.
 
Da non perdere, il museo Te Papa, icona di Wellington, terminato nel 1988 e dedicato alla terra e agli abitanti della Nuova Zelanda. Il suo nome è abbastanza significativo, e vuol dire “il nostro posto”: è infatti una summa della storia e della cultura del paese a partire dalla colonizzazione dei Maori e ospita artefatti e oggetti tipici della zona, ma un grande spazio è dedicato anche alla geologia, alla geografia astronomica e alla biologia, alla flora e alla fauna neozelandesi. Per arrivare ai Botanics Gardens, i giardini situati sulle colline immediatamente a ovest del centro città, si può usufruire del servizio della Cable Car, una graziosa funivia dai vagoni rossi a vapore fondata nel 1902, che dal 1933 viene alimentata elettricamente.